La birra al Villaggio (seconda parte)
Secondo spezzone degustativo, che parte dal “personaggio” Tilquin. Che non abbia un carattere facilissimo lo sanno molto bene quelli di Cantillon (si dice in giro …), e anche al Villaggio il suo modo di fare ha colpito più di uno per la sua apparente (o sostanziale) ruvidezza. Dopo 6 anni di Villaggio mi sento di poterlo, almeno in parte, “scusare”, o meglio, capire. I belgi sono persone con un carattere particolare; un po’ più solare quello dei valloni, più rustico quello dei fiamminghi, e anche se sembrano impermeabili all’ambiente esterno, hanno una naturale ritrosia che li mette un po’ sulla difensiva. Tilquin era al suo primo Villaggio, e questo è già tanto: calarsi nella “bolgia” dei due giorni capisco che possa non venire naturale. Loro non sono abituati, dalle loro parti, a tutto questo “contatto” con i partecipanti, che invece è l’anima del “nostro” Villaggio. Per sua stessa ammissione, è rimasto quasi sopraffatto dall’ entusiastico apprezzamento che le sue due birre hanno ricevuto: non so quanto se lo aspettasse. Posso dire che è stato estremamente rispettoso nei nostri confronti, strabuzzando gli occhi tutte le volte (e sono state tante) nelle quali gli ho riempito il frigo di bottiglie, fino a quando gli ho detto che non ne avevo più; stentava a crederci. Perché la Tilquin è stata la birra del beershop, venduta a raffica, nonostante costasse di più delle “sorelle” belghe. Ma è stata anche ...



Dorp van het Bier
Village de la Biere